BARF

 L’acronimo B.A.R.F. sta per Biologically Appropriate Raw Food oppure Bones And Raw Food ovvero una dieta naturale basata su carne e organi crudi e ossa intere. Esistono diversi autori e diverse varianti. Sono diete che includono oltre agli ingredienti sopracitati, vegetali vari e la famosa trippa verde.

Questo tipo di dieta nasce da un concetto teorico che considera il cane un lupo ma in realtà 

"Geni di organismi che sembrano molto diversi tra loro sono sorprendentemente simili; per esempio il 95% delle sequenze di DNA umano è identico a quello dello scimpanzè e circa il 50%  identico a quello della banana".

La capacità dei cani di digerire l’amido risale a 7000 anni fa e coincide con il cambio di alimentazione dell’uomo dovuto all’avvento dell’agricoltura (studio pubblicato su Open Science della Royal Society di Londra).

L’amido è un composto organico appartenente alla classe dei carboidrati che si trova negli alimenti come cereali, patate e piselli. La digestione dell’amido avviene grazie ad un enzima, l’amilasi, che trasforma i carboidrati complessi in zuccheri semplici, come il glucosio. Questo enzima è codificato dal gene Amy2B (ma anche da MGA,Mand, SGLT1), presente da 4 a 30 copie nel genoma del cane, contro le due di coyote e lupi.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Rennes e Grenoble, del CNRS di Lione (Francia) e dell’Università di Uppsala (Svezia) ha analizzato il DNA proveniente dai resti di 13 lupi e cani risalenti ad epoche e siti archeologici diversi. Il risultato di queste analisi mostra che la capacità dei cani di digerire gli amidi è antica. Genomi risalenti a 8000 anni fa (prima del diffondersi dell'agricoltura), infatti, possiedono solo due copie del gene , mentre quelli di circa 4000 anni fa ne contano in media 7 o 8, e aumentano man mano che arriviamo ai giorni nostri.

Senza andare troppo lontano basti pensare a cosa mangiavano i cani dei nostri nonni ovvero resti della nostra cucina molto ricca di carboidrati come pane e pasta; ciò li ha resi man mano sempre più in grado di digerire gli amidi.

La dieta BARF potrebbe essere adatta per cani tipo il lupo cecoslovacco ma anche in questo caso dipenderà da quante copie di geni che codificano per quell'enzima di cui sopra, sono presenti nel genoma di quel particolare soggetto; oppure per quei cani che hanno intolleranza ai carboidrati da non confondere con la celiachia dell'uomo che ad oggi resta una patologia molto rara nel cane (enteropatia del Setter Irlandese e del Soft Coated Wheaten Terrier).

Nella dieta BARF è previsto l'utilizzo della trippa verde  ma non ci sono studi scientifici che provino che apporti benefici, piuttosto comporta un rischio igienico-sanitario (veicola Salmonella, Clostridi e Listeria che sono zoonosi: si trasmettono all'uomo)

Ci sarebbe anche da riflettere sul fatto che la longevità del lupo che si alimenta con una dieta carnivora (iperproteica) non è la stessa di quella di un cane domestico; inoltre il lupo non mangia tutti i giorni due volte al giorno ma bensì quella volta a settimana o due che gli capita quindi non sappiamo, perché non ci sono studi a riguardo, che effetti può avere a lungo termine una dieta iperproteica giornaliera e a vita.

Inoltre diversi studi dimostrano come le diete BARF “fai da te” ovvero utilizzando diete e schemi trovati su internet siano sbilanciate e pertanto possano causare danni da eccesso o carenza di vitamine e minerali essenziali. Questi studi hanno dimostrato che gli elementi più comunemente sbilanciati sono le vitamine A e D , il calcio, lo zinco, il rame e lo iodio. Per la maggior parte dei principi nutritivi le conseguenze da carenza o da eccesso compaiono dopo un lunghissimo periodo di tempo (anche due anni). Purtroppo neanche molti di noi veterinari sono in grado di riconoscere i sintomi legati a sbilanciamenti nutrizionali perché all'università non ce l'hanno insegnato e siamo sempre stati abituati a dare il preconfezionato come se il tema cibo non fosse di nostra pertinenza quando invece come ho detto all’inizio è scontato che sia davvero importante. La velocità di sviluppo di sintomi da sbilanciamento nei cuccioli avviene invece in maniera più rapida.

Infine un altro studio ha dimostrato il rischio di sviluppare ipertiroidismo per quei cani che si alimentavano con colli di animali contenenti residui di tiroide crudi; gli ormoni tiroidei sono attivi oralmente e per questa ragione uno dei primi trattamenti dell’ipotiroidismo in umana fu quello di far mangiare ghiandole tiroidee fresche. Praticamente i cani avevano sintomi da ipertiroidismo, hanno misurato gli ormoni ed in effetti erano al di sopra dei range di riferimento, a quel punto hanno fatto diagnostica per immagini per escludere tumori, non ne avevano quindi hanno sospettato “l’ipertirodismo alimentare” ; difatti na volta rimosso il tessuto tiroideo dalla dieta gli ormoni sono tornati nella norma. Non sappiamo se la cottura inattivi l’attività degli ormoni tiroidei pertanto si consiglia di non ingerite queste parti di carcassa neanche se cotte.

La carne cruda ha però i suoi lati positivi per il cane ovvero è maggiormente digeribile rispetto alla carne cotta. Purtroppo però bisogna fare attenzione ai rischi derivanti da:

Un fatto provato è invece che la carne cruda sia maggiormente digeribile rispetto alla carne cotta. Purtroppo però bisogna fare attenzione ai rischi derivanti da:

-Sbilanciamenti nutrizionali (Integratori consigliati da chi? Piano nutrizionale elaborato da chi? ) NO DIETE FAI DA TE!

-Perforazioni intestinali derivati dall’utilizzo di ossa

-Corpi estranei laringei o faringei (ossa)

-Intossicazioni alimentari come ad esempio ipervitaminosi A da eccesso di fegato; "Ipertiroidismo alimentare", Infezioni da Salmonella, Listeria, Clostridi, Morbo o Malattia di Aujezki e Pseudorabbia, queste ultime due patologie risultano mortali per i nostri amici animali.

È vero che i cani sono maggiormente resistenti all'infezione da salmonella ma esistono dei casi di infezione con sintomatologia anche grave; ma la cosa che dobbiamo tenere a mente soprattutto è che è una zoonosi (ovvero una malattia trasmissibile all’uomo); pensiamo soprattutto ai soggetti meno immunocompetenti come bambini, anziani o adulti con patologie che comportano immunosoppressione.

Diciamo che chi ha deciso di dare al proprio cane una dieta del genere deve innanzitutto farsi fare un piano alimentare da uno specialista veterinario e deve inoltre fare attenzione se ha in casa i sopracitati soggetti a rischio. 

Nel momento in cui sono entrata nell'Ordine dei Medici Veterinari ho giurato " di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell'uomo, alla cura e al benessere degli animali, favorendone il rispetto in quanto esseri senzienti; di promuovere la salute pubblica e la tutela dell'ambiente; di impegnarmi nel mio continuo miglioramento, aggiornando le mie conoscenze all'evolvere della scienza; di svolgere la mia attività in piena libertà e indipendenza di giudizio, secondo scienza e coscienza, con dignità e decoro, conformemente ai principi etici e deontologici propri della Medicina Veterinaria", pertanto è mio preciso dovere preoccuparmi anche degli aspetti igienico-sanitari e quindi della salute umana.

Io personalmente consiglio una dieta BARF a quei soggetti con problematiche particolari (problemi digestivi, intolleranza ai carboidrati) e comunque ne faccio una versione alternativa dato che utilizzo solo carne e organi derivati dal manzo previo congelamento di 48 ore, essendo l'unica carne che risulta sicura dal punto di vista igienico-sanitario e non utilizzo ossa intere ma farina d'ossa  per evitare danni da eventuali ostruzioni o lacerazioni; infine non utilizzo la trippa verde il cui utilizzo è illegale in Italia proprio per i rischi a cui accenavo prima, a fronte di benefici SOLO ipotetici e non supportati da studi scientifici.

Qui di seguito invece due link di facile lettura anche per i più piccoli, proprio sulle origini e le capacità digestive del cane:

http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/2015/12/21/lavvento-dellagricoltura-scritto-nel-dna/

http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/2016/01/20/da-dove-viene-il-cane/

Dott.ssa Guendalina Caratozzolo DVM

 

Bibliografia:

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Small Animal Clinical Nutrition 5th Edition. Hand, Thatcher, Remillard, Roudebush, Novotny. MARK MORRIS INSTITUTE

Nutritional Guidelines. For Complete and Complementary Pet Food for Cats and Dogs FEDIAF Publication July 2016

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